Fiera Internazionale dell'Arredo degli Spazi Esterni

PROGRAMMA 12 SETTEMBRE 2026

EXTERNA WORKSHOP
“PROGETTO PADIGLIONI URBANI”

12 settembre 2026 | ore 9.00-19.30

Convitto Palmieri  | Via Giosuè Carducci  | Lecce

Comitato scientifico: Prof. Arch. Giuseppe Fallacara e Arch. Flavio de Carlo

SABATO 12 SETTEMBRE 2026 – FASE 1: PROGETTUALITÀ
9.00–10.00 Registrazione dei partecipanti e riconoscimento dei crediti formativi per OAPPC Lecce
10.00–11.00 Saluti delle Autorità e Inquadramento Scientifico
11.00–11.30 COFFEE BREAK
11.30–13.00 Progetti in “pillole” – Presentazione dei tre prototipi
13.00–15.00 Pausa Tecnica: Aperitivo e attività di Networking
15.00–16.30 Progetto 1-Fase Ideativa: Presentazione linea di ricerca e primo approccio progettuale.
A cura del Prof. Arch. Giuseppe Fallacara – New Fundamentals Research Group – Politecnico di Bari con Ilaria Cavaliere e Dario Costantino per “Immersioni VR”
16.30–18.00 Progetto 2 – Fase ideativa: Presentazione della ricerca: Linea di ricerca e strategia d’inserimento urbano.
A cura del Prof. Ing. Pierpaolo Ruttico – INDEXLAB – Politecnico di Milano
Consulenza tecnico scientifica del Dr. Ing. Edoardo Tibuzzi – AKT II London
18.00–19.30 Progetto 3 – Fase ideativa: Presentazione della ricerca: Linea di ricerca, sviluppo formale e tecnologico preliminari del progetto Trame
A cura del Prof. Gabriele Goretti – DESTEC – Università di Pisa
Consulenza tecnico scientifica del Dr. Ing. Edoardo Tibuzzi – AKT II London

Padiglioni urbani stellati: tradizione e innovazione

PROGETTO "STELLA"

A cura del Prof. Arch. Giuseppe Fallacara – New Fundamentals Research Group – Politecnico di Bari

Descrizione

“Stella” è un padiglione modulare in calcestruzzo prefabbricato, ispirato alla tradizione costruttiva delle volte a stella salentine, di cui riprende la geometria curvilinea e la modularità aggregativa per la composizione di spazi complessi. Particolare attenzione è stata posta alla semplicità costruttiva, alla rapidità di montaggio e all’elevata resistenza sismica, garantita anche in configurazione isolata e priva di edifici in adiacenza.

La semplicità dell’opera deriva dalla sua configurazione a tripode — la tipologia voltata più elementare —, scomponibile in tre fusi identici. Grazie alla pianta triangolare, il tripode può essere replicato all’infinito, dando vita a grandi coperture continue generate dalla ripetizione della singola cellula. Il fuso, elemento base della costruzione, è realizzato mediante l’impiego di uno speciale stampo in grado di riprodurne innumerevoli esemplari in tempi brevi. Il materiale impiegato può essere a base di cemento fotocatalitico, un composto innovativo che sfrutta la luce solare per abbattere gli inquinanti atmosferici e preservare la pulizia delle superfici.

Sotto il profilo strutturale, il padiglione adotta il principio della precompressione attiva: i tre elementi costitutivi presentano apposite scanalature interne in cui scorrono cavi d’acciaio ancorati al solaio di base. Il sistema sfrutta la forza di gravità della piastra di base per mettere in post-tensione i cavi, comprimendo l’intera volta. Specifici connettori metallici garantiscono inoltre il reciproco ancoraggio dei fusi, assicurando una maggiore ridondanza e sicurezza strutturale.

Completano il progetto diversi accessori opzionali, tra cui l’illuminazione a LED con pannelli fotovoltaici integrati, sistemi di brumizzazione e decorazioni artistiche nell’intradosso della volta. Nel solco dell’eccelsa tradizione delle volte stellate locali, “Stella” rappresenta un perfetto equilibrio di continuità storica e slancio verso il futuro

Descrizione

Il progetto “Trame” esplora il rapporto tra design per lo spazio urbano ed economia circolare attraverso lo sviluppo di un sistema di padiglione leggero e modulare, concepito come dehor pubblico per vivere la città durante le giornate estive. Il padiglione si configura come dispositivo di ombreggiatura, sosta e socialità, ma anche come elemento capace di contribuire alla costruzione di una nuova identità urbana contemporanea, confrontandosi con un contesto storico, architettonico e territoriale fortemente caratterizzato.

Il concept muove dal patrimonio materiale e immateriale del Salento, assumendo come riferimento le tradizioni tessili e le tecniche dell’intreccio artigianale, reinterpretate attraverso strumenti e processi di fabbricazione digitale. La trama diviene così principio generativo di un sistema di copertura permeabile ed emozionale, costituito da elementi modulari realizzati mediante stampa 3D a partire dal recupero di materiali di riciclo.

“Trame” introduce quindi i principi del design per l’economia circolare nello spazio pubblico, indagando la possibilità di trasformare materiali di scarto in componenti dotati di nuove qualità formali, funzionali e percettive. Attraverso modularità, riciclabilità e fabbricazione additiva, il progetto propone un repertorio contemporaneo di elementi replicabili e configurabili, mostrando come innovazione tecnologica, cultura materiale locale e sostenibilità possano concorrere alla definizione di nuovi paesaggi urbani, capaci di inserirsi con sensibilità nei contesti di elevato valore storico e ambientale.

Design per lo spazio urbano ed economia circolare

PROGETTO "TRAME"

A cura del Prof. Gabriele Goretti  – DESTEC – Università di Pisa

Reinventare l’ombra mediterranea attraverso la fabbricazione digitale

PROGETTO "VOLTA CHE DANZA"

A cura del Prof. Ing. Pierpaolo Ruttico – INDEXLAB – Politecnico di Milan

Descrizione

“La volta che danza” è un padiglione sperimentale sviluppato da INDEXLAB, concepito per esplorare le possibilità costruttive ed espressive della lamiera sottile di alluminio. Il progetto reinterpreta il tema della volta attraverso superfici rigate sviluppabili, in cui la leggerezza del materiale si combina con la resistenza acquisita attraverso la geometria e la piega.

Il padiglione è costituito da tre archi che, partendo da altrettanti appoggi a terra, convergono verso il centro definendo gli accessi e lo spazio coperto. Gli archi sono composti da strip ricavate da fogli di alluminio di 2 mm, tagliate laser e piegate secondo geometrie definite computazionalmente. Le strip si articolano in superfici sfaccettate, nervature e cuspidi che conferiscono rigidezza alla lamiera e permettono di costruire una struttura resistente con una quantità minima di materia.

La convergenza dei tre archi non chiude la copertura, ma lascia al centro del padiglione un’apertura rivolta verso il cielo. È la natura a occupare e completare questo vuoto: la vegetazione emerge al centro della struttura e trasforma l’incontro degli archi in una volta fiorita, contrapponendo alla precisione della geometria metallica il carattere mutevole e vivo delle piante. La volta diventa così una soglia tra artificio e natura, mentre i tre archi ne definiscono gli accessi.

Forma e struttura derivano da un unico modello computazionale, che traduce direttamente la geometria nelle informazioni necessarie al taglio, alla piega e all’assemblaggio. Il padiglione funziona inoltre come dispositivo ambientale: le superfici metalliche producono ombra e filtrano la luce, mentre l’acqua nebulizzata contribuisce al raffrescamento dello spazio. “La volta che danza” restituisce così un’architettura leggera e permeabile, in cui materia, natura e fabbricazione digitale concorrono alla costruzione di un microclima urbano.